Tuesday, October 30, 2007

Roommates

MySpaceTV, la branca video della web community più famosa al mondo, ha presentato (in coproduzione con lo studio Iron Sink Productions) la sua prima serie, associando così alla tv, sia pure via Internet, i benefici dell'interattività. "Roomates" seguirà le vite di quattro ragazze ventenni (quattro troiette insomma!) uscite da poco dal college e andate a vivere insieme a Los Angeles.

Lo show durerà fino al 21 dicembre, per un totale di 45 episodi. Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, alle 16 EDT (le 22 in Italia) sarà trasmesso un segmento di tre-quattro minuti. I fan potranno comunicare coi protagonisti online e influenzare la sceneggiatura.

"C'è la possibilità di interagire con lo show in diversi modi rispetto a prima", ha spiegato Jeff Berman, general manager di MySpaceTV. "Roomates" utilizzerà una sondaggio in diretta che consentirà di conoscere l'opinione degli spettatori in merito a protagonisti e sviluppi della storia.

In realtà il serial non è unico nel suo genere (il produttore dello show, la società Iron Sink, ha già prodotto diverse serie web ambientate a Los Angeles, tra cui "WeHoGirls" e "VanNuysGuys") e l’11 novembre, sempre sotto la regia di MySpace, debutterà Quarterlife, storie di ventenni creativi. In entrambi i casi, affiancato alla serie internet, un blog svolgerà un ruolo di primo piano. Accantonata l’idea della musica su internet il futuro potrebbe essere proprio nel video, come i successi di YouTube confermano. Purché si tratti di web 2.0.
Curiosità. "Roomates" sarà sponsorizzata dalla Ford Focus. L'auto comparirà in alcuni episodi, e la pubblicità spiccherà sul sito internet del programma.

Tuesday, October 23, 2007

La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

Dal Blog di Beppe Grillo
Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe.Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”. Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili. Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.
Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a :

levi_r@camera.it

E questa sarebbe democrazia? Sarebbe giustizia? Sarebbe libertà?
Una fatica della madonna per mandare a casa Berlusconi e poi ci comportiamo allo stesso modo, uno faceva le leggi ad hoc per salvaguardare i propri interessi, gli altri traferiscono i magistrati... Lo stesso fine giustifica mezzi diversi dunque. Non siamo poi così diversi dalla casa delle "libertà". Quando il governo cadrà (perchè la fine sembra vicina) allora non torneremo più su per chissà quanto. Dato che ci resta poco tempo, almeno giochiamoci bene le nostre carte.
Nella foto, sicuri che non cada?
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