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Thursday, October 15, 2009

La questione palasport

Io sulla gazzetta di RE 15/10/09

Wednesday, October 07, 2009

La Corte Csotituzionale ha detto NO!

Cos'è la Corte Costituzionale. La Corte Costituzionale della Repubblica italiana è un organo previsto dalla Costituzione della Repubblica Italiana del 1948. Le norme del suo funzionamento sono contenute nella Costituzione stessa, nella legge costituzionale n. 1 del 1948 e nella legge n. 87 del 1953 (nonché in altre disposizioni integrative e nel regolamento generale di cui la Corte è dotata).
In base all'art. 134 della Costituzione, la Corte Costituzionale giudica:
  • sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge, dello Stato e delle regioni;
  • sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra Regioni;
  • sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione;
  • sul giudizio di ammissibilità del referendum abrogativo.
Inoltre spetta alla Corte giudicare l'ammissibilità delle richieste di referendum abrogativo, introdotta con la legge costituzionale n. 1 dell'11 marzo 1953.
Cos'è il Lodo Alfano. Il lodo Alfano è una legge, prevede la sospensione dei processi alle quattro più alte cariche dello Stato, ovvero:
  • il presidente della Repubblica;
  • il presidente del Senato della Repubblica;
  • il presidente della Camera dei Deputati;
  • il presidente del Consiglio dei Ministri.
I 15 (quindici) Giudici della Corte Costituzionale (Francesco Amirante, Ugo De Siervo, Paolo Maddalena, Alfio Finocchiaro, Alfonso Quaranta, Franco Gallo, Luigi Mazzella, Gaetano Silvestri, Sabino Cassese, Maria Rita Saulle, Giuseppe Tesauro, Paolo Napolitano, Giuseppe Frigo, Alessandro Criscuolo e Paolo Grossi) hanno preso una decisione di maggioranza (9 contro 6): il Lodo Alfano è illegittimo. È stato bocciato per violazione dell'art. 138 della Costituzione, vale a dire l'obbligo di far ricorso a una legge costituzionale e non ordinaria, e per violazione dell'articolo 3, ovvero il principio di uguaglianza. La decisione dei giudici avrà come effetto immediato la riapertura di due processi a carico del premier Silvio Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset.

Friday, October 02, 2009

we are not monkeys


Questa mattina alle 9.09 da Maastricht, nei Paesi Bassi è partito un treno per Bruxelles, la capitale del Belgio e la sede del parlamento europeo. Un treno dei sedideri? no, il treno della libertà di stampa.
Grazie a Martina Castigliani per la locandina.

Thursday, September 24, 2009

stop war

Purtroppo ripropongo questo mio post del 14 luglio '09.

Alla luce di quello che è successo a Kabul premetto: rispetto la morte, il dolore e la professione. Però:

1. Non siamo in Afganistan/Iraq per portare la democrazia.
2. Quel lembo di terra ha un sottosuolo ricchissimo, ed è di un'iportanza strategica mondiale.
3. Il terzo punto è una domanda: perchè non portiamo un po' di civiltà anche in Africa? in Darfur per esempio dove l'italia è presente con 5 organizzazioni NON governative.

Conferenza Cooperazione Internazionale: parla Gino Strada



"Ogni giorno esistono centinaia di esseri umani che, abbindolati dai mezzi di comunicazione, darebbero persino la vita per gli stessi uomini che li sfruttano da generazioni. Io dico: è giusto così. Che questi cagnolini fedeli privi di alcun senso critico, braccio inconsapevole della classe dominante siano in prima fila nella crociata contro l'evoluzione dell'uomo! Saranno i primi a lasciare la faccia della terra (siano benedette le loro anime) al momento della resa dei conti, nessuno ne sentirà la mancanza. Amen."

Friedrich Engels, circa due secoli fa...

Thursday, September 03, 2009

Art. 21, basta come garanzia?

La libertà di stampa è una delle garanzie che un governo democratico, assieme agli organi di informazione (giornali, radio, televisioni, provider internet) dovrebbe garantire ai cittadini ed alle loro associazioni, per assicurare l'esistenza di una stampa libera, con una serie di diritti estesi principalmente ai membri delle agenzie di giornalismo, ed alle loro pubblicazioni.Si estende anche al diritto all'accesso ed alla raccolta d'informazioni, ed ai processi che servono per ottenere informazioni da distribuire al pubblico. In Italia la libertà di stampa è sancita dall'Art. 21 della Costituzione:
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni."

Tuttavia, La Carta Costituzionale italiana stabilisce dei limiti, a differenza dei corrispondenti articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo sancita dalle Nazioni Unite e da quella dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, che ne sono privi. Questi limiti principalmente rientrano nei reati d'opinione e in quelli contro la morale. Ad esempio, l'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645. La decisione spetta unicamente alla magistratura, che istruisce le forze dell'ordine per provvedere eventualmente al sequestro.
Nella classifica mondiale della libertà di stampa, aggiornata al 2008, l'Italia si classifica al 65° posto (parimerito con Samoa) e al 24° e penultimo posto (davanti alla sola Turchia) nella classifica dell'europa occidentale. Nel mondo l'Italia è preceduta da Paesi come: Israele, Papua Nuova Guinea, Trinidad & Tobago, Capo Verde, Taiwan, Ghana, St. Kitts & Nevis, St. Vincent & Grenadines... tanto per citarne alcuni.

Tuesday, September 01, 2009

Radio

Non è RadioClash ma da oggi la potrete ascoltare benissimo dal mio Blog! vedere la colonnina di destra ->

Tuesday, August 25, 2009

L'italiano medio

Bella giornata oggi, soprattutto meno calda del solito. Ci voleva.
Ormai son dieci giorni che siamo tornati a casa dalle ferie: Croazia. Capita, andando all'estero, di accorgersi di come sia visto l’italiano medio al di fuori del suolo italico. Non porto buone notizie. Tanto per cominciare non sa una parola di inglese, insiste nello spiegarsi in italiano e si scoccia se gli altri non lo capiscono. E poi fa un sacco di chiasso: parla, ride e canta ad alta voce – too loud, too noise. Veramente insopportabile, anche per me che ci sono abituato.
Lo stereotipo più gettonato? Pensavo fosse pasta-pizza-mandolino, o italiani brava gente. E invece no, adesso è diventato Napoli-mafia-Berlusconi. Molto deprimente…
Oltre a queste caratteristiche caratteriali e sociali aggiungiamo anche quelle fisiche.
Premessa: il croato medio è 1,85. L’italiano medio è alto 1,75 circa (evviva! alzo la media, di poco ma alzo la media). Potete controllare su wikipedia.
Quindi se vedete degli individui particolarmente abbronzati, un po’ tozzi e che sfiorano i 170cm aggirarsi per i locali be’, statene certi, non sono croati. Chissà, forse è Silvio…
Nella foto, sua altezza: l'italiano medio.

by CECEDAILYNEWS



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