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Una bella figa: non dice un cazzo, ma lo fa bene. |
Amici, buone notizie oggi, nonostante sia uno di quegli
infiniti lunedì, quelli che ti scorrono davanti come un film anni ’20, tipo la
corazzata Potemkin (qualcun under30 l’ha mai vista per davvero?). Così infinito
questo lunedì che mi trovo a pubblicare le mie elucubrazioni al mercoledì sera.
Quando conti i minuti la giornata è tragica, ma bisogna
sforzarsi ogni tanti e imporsi un minimo di ottimismo. Domani ci proverò.
Buone notizie, dicevamo: il dieci del mese è arrivato lo
stipendio; in più si avvicinano le vacanze di Natale. Ho un disperato bisogno
di ferie. Un maratoneta che non ne ha più, ma trova la forza di andare fino in fondo guardando il
traguardo poco più in là. Queste ferie mi serviranno per fare ciò che mi riesce
meglio: dormire. Magari scriverò qualcosa. Ho scritto un nuovo racconto e no,
non ho intenzione di pubblicarlo, voglio tenerlo ancora un po’ per me.
Altra novità: dopo due anni ho cambiato la foto del profilo,
l’ho messa anche sui miei profili twitter, facebook e whatsapp, così siete
sicuri di riconoscermi. Fanatico? Forse. Pedante? Sicuramente.
Stasera uscirò e andrò a bere un paio di birre a una festa,
alla faccia del lavoro che non mi dà garanzie e non mi gratifica. E in culo
alla crisi. In culo a Silvio che si ricandida dicendo: lo spread non esiste. In
culo a quel nano malefico di Brunetta, quando dice di non avere i soldi per
pagare l’IMU e ha dovuto chiedere un prestito. In culo al papa che vuole
riprendere nel suo gregge milioni di pecorelle smarrite usando twitter. In culo a Monti, al nepotismo, all'ignoranza, al surriscaldamento globale e alla deriva dei continenti.
Lo so: sono così peso e ripetitivo. Se m’avessero dato un euro per ogni
volta che ho stressato qualche persona amico conoscente gatto cane animale
adesso ne avrei abbastanza per fare il mantenuto a quasi trent’anni.
Alla fine di tutto questo - anche stavolta - non ho detto un cazzo. Ma l'ho detto bene.
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