Riporto l'articolo di Martina Castigliani, direttamente dal sito parimerito.com
Scrivo con un grosso magone in gola, la rabbia nelle mani e i denti stretti. Scrivo a voi perché anche se con i miei piccoli 22 anni la tv mi insegna che devo solo pensare a far vedere le gambe, io ancora nella democrazia, nei valori e nella possibilità di farsi sentire quando la giustizia e il rispetto vengono calpestati, un poco ci credo. Allora racconterò una storia, tutta reale, accaduta poche ore or sono in un paese in provincia di Reggio Emilia, Guastalla. Laggiù c’è un ragazzo cresciuto fin da piccolo nella terra reggiana, ma che, qualcuno ha detto bisogna specificarlo, è nato a Napoli, da genitori napoletani e non certo di nobili origini nordiche. Laggiù dicevo, questo ragazzo ha cominciato con pazienza e devozione a dedicarsi alla vita politica, perché, lui che è un mio amico, mi ha insegnato che la politica è amore per la propria città, voglia di fare e di cambiare le cose. Carlo ha iniziato a studiare giurisprudenza, perché sempre Carlo, ha detto che bisogna essere preparati per poter risolvere i problemi della gente. Poi sono arrivate le elezioni amministrative, al ragazzo di 29 anni, con troppa poca gavetta alle spalle, è stato chiesto di mettersi in disparte, di stare “buonino buonino”, che lui una carriera già pronta ce l’aveva ma prima bisognava aiutare i vecchi del partito sempre lì ad aspettare. Carlo, che di cose da dire ne aveva già tante, ha pensato che lui di una poltroncina sicura non se ne faceva niente, che allora era meglio studiare. Facciamo le primarie disse. Va bene dissero loro, tanto perderai. Carlo vinse e stravinse. E da lì cominciò la battaglia. Guastalla, il paese delle terre reggiane nate nel sangue della resistenza e dei valori contadini, non era pronto ad accettare un sindaco giovane e soprattutto meridionale. È così che i cittadini hanno cominciato a dare il peggio di loro. E io questo lo voglio raccontare, perché il mondo della televisione, gli slogan di politici razzisti hanno distrutto una cultura e quello che resta è l’ignoranza. Quello che resta è il nulla.
La campagna elettorale ha visto così il distaccarsi di una lista civica dall’interno del Partito Democratico che sosteneva Carlo Fiumicino. Tale lista civica, con una scelta del tutto opinabile che ha tradito la fiducia di tutti coloro che hanno votato alle primarie, ha cominciato una campagna diffamatoria nei confronti del candidato sindaco Fiumicino. Sono state fatte affermazioni pesanti sull’incapacità del candidato Pd, sul suo passato scolastico e tra le tante richieste c’è stata anche quella di presentare in pubblico il suo libretto universitario, per controllare se davvero aveva fatto esami. Da parte della Lega Nord invece, si sono susseguiti volantini e dichiarazioni pubbliche piene di insulti per il fatto che non era possibile avere un sindaco terrone. Fu così che il sindaco terrone senza i voti della Lista Civica perse le elezioni e la Lega trionfò su tutti i fronti. Questa è la storia che voglio raccontare.
L’Italia, la mia Guastalla, sono terre che si sono dimenticate in fretta il loro passato, la loro storia. Sono terre di ragazzi cresciuti a pane e televisione, dove l’importante è la maglia firmata e diventare famoso, dove il diverso fa schifo, puzza e deve tornare al suo paese. Sono parole già scritte e già sentite. Sono la verità. Mentre sono qui, giovani diciottenni organizzano caroselli per le strade scrivendosi su Facebook, “perché stasera la prendiamo grossa. E da ora siamo liberi, perché ha vinto il “papi”.” E allora non è la vittoria dell’altro a darmi fastidio, ma il fatto che nel 2009 ancora non sia possibile per un ragazzo napoletano che le cose le sa fare davvero, riuscire ad essere appoggiato dal suo partito, dalla sua sinistra. Quella lista civica è caratterizzata da esponenti cattolici. Io sono cattolica e mi hanno insegnato proprio loro, quella gente, i valori del rispetto, del saper accettare chi è diverso. Allora il paese andrà pure a scatafascio, ma se non si mette un freno qui le cose finiscono per precipitare. Facciamo che per un po’ io in Chiesa non ci vado.
I necrologi della sinistra diffusi in centro a Guastalla ieri (purtroppo non sono opera mia) pur essendo molto grotteschi, rendono l'idea: come si fa a non dare un po' di colpe alla lista civica di Villani?




