Monday, July 18, 2011

mi.spogli.il.panico


Qualche considerazione. Il titolo l’ho preso in prestito dal testo di una canzone dei Verdena che mi piace molto: Nova. Forse non c’entra un cazzo, ma secondo qualche mio ragionamento contorto ci sta. E comunque non devo rendere conto a nessuno di questa scelta.
Questo racconto l’avevo scritto circa nove mesi fa, non aveva un titolo ed era diverso, soprattutto nella forma. Infatti mi faceva cagare. Infatti dopo un po’ l’ho cancellato. Una decina di giorni fa ho deciso di riscriverlo, seguendo la traccia di quello che mi ricordavo dal precedente e un’ispirazione forse nemmeno troppo casuale.
Quello che segue è il risultato…

È la prima volta che metto piede in casa sua. Ha una camera bellissima, proprio come me la immaginavo, con i poster alle pareti e le sue foto e le sue poesie e i testi delle sue canzoni preferite.

“Perché tu sai come farmi uscire da me,
dalla gabbia dorata della mia lucidità;
e non voglio sapere quando come e perché questa meraviglia alla sua fine arriverà.
Musa: ispirami
Musa: proteggimi”
[Musa, Marlene Kuntz]

È seduta a gambe incrociate sul letto sfatto. Con le mani si tiene le caviglie, poi, con un gesto timido ma sicuro, si mette a posto la molletta nei capelli. È bellissima. E dannatamente eccitante. Mi parla. Mi parla di lei, delle sue passioni, di quello che le piace: la musica, i libri, le poesie… ne ha tanti di libri in camera. Mettiamo su un po’ di musica. E mi invita a sedermi facendosi un po’ più in là tra i cuscini e le lenzuola stropicciate.
Seduto di fianco a lei non sento più niente, come se mi avessero spento i sensi. Non resisto – e chi potrebbe, chi le resisterebbe? Sarebbe il peggior crimine che si possa commettere.
Così le prendo la mano, le accarezzo il viso – com’è morbida… – la bacio – che buon sapore ha… Mi massaggia le labbra con lingua, mentre l’accarezzo, mentre l’abbraccio, mentre la spoglio con una decisa dolcezza.
Scopro che la passione ha un nome e un cognome.
Ci corichiamo sul letto, le bacio il collo e poi salgo su con la lingua fino al mento. Ci baciamo ancora. Con le mani le alzo i seni e li massaggio e li bacio e li lecco, prima uno poi l’altro e poi ancora e ancora. E poi scendo. Con la lingua che non si stacca dal suo corpo, arrivo a quella pancia piatta e morbida che mi fa impazzire. Le bacio l’ombelico. La giro e le mordo piano il sedere sodo, e lo bacio e ancora lo mordo mentre lei si spettina, e stringe le lenzuola fra i denti e si aggrappa con la mano al cuscino. Chissà dov’è volata la molletta… La sollevo un po’ e con le dita le apro le labbra come un bambino curioso che spia da dietro una tenda. Passo la lingua in un fiume di lava incandescente. Così entro in lei, e il suo calore entra in me. Lo sento spargersi in me, avvolgermi: siamo una cosa sola adesso. Siamo un solo corpo che segue lo stesso ritmo, siamo una sola voce. E sento che sto per venire e sento che ci siamo quasi e sento quella cazzo di sveglia che suona.
FANCULO!
M’è successo ancora, l’ho sognata di nuovo. Sono le fottute sette di un fottuto giovedì mattina qualsiasi. Mi sveglio e mi alzo dal letto col cazzo in tiro. E, già di prima mattina, borbotto un “porcodio” sordo tra me e me, o qualcosa di simile. Ma non serve, la delusione non passa, anzi. Non ho neanche la voglia di masturbarmi, sarebbe come dargliela vinta. E mi sento già abbastanza perdente oggi.

Friday, July 01, 2011

6 luglio 2011

6 luglio 2011. In TV e sui giornali, ovviamente, nessuno ne parla, ma questa data è diventata molto popolare tra i naviganti e gli appassionati di internet. Non si tratta un appuntamento alternativo con la fine del mondo, ma una piccola analogia col 2012 c’è: il 6 luglio segnerà la fine del web italiano. Ovviamente nessuno verrà a staccare i modem e i router dalle nostre case, ma sarà una sorta di censura al web. Il 6 luglio entrerà in vigore una delibera di AGCOM (Autorità per le Garanzia nelle Comunicazioni) sulla tutela e del copyright online. Una norma inesistente in tutti i paesi liberi. Il rischio, che è ormai una realtà, è quello di un controllo arbitrario e pressoché totale sui siti, con l'aggiunta della possibilità, da parte di AGCOM, di costringere i provider a chiudere pagine considerate direttamente o indirettamente connesse a pirateria audiovisiva. Ovviamente c’è lo zampino di Berlusconi e di Mediaset dietro tutto questo. Con questa delibera infatti potranno rendere il web sempre più simile al loro mercato di competenza. Infatti basterebbe una denuncia per far chiudere pagine web o addirittura interi siti internet. Una chiusura immediata e senza contraddittorio. Solo in seguito i gestori potranno far valere le proprie ragioni, ma la faccenda resterebbe quantomeno complessa. Perché? Ad esempio se io utente caricassi su qualche sito un contenuto e quel contenuto venisse giudicato da AGCOM lesivo dei diritti d'autore, non sarei più io, singolo utente, a dovermi difendere, ma sarà il gestore del sito su cui ho caricato quel contenuto. Si pensi solo ai forum o ai blog, ed il caos che ne conseguirebbe. Tutto ciò stride pesantemente con l’idea di internet come luogo libero, democratico e direttamente utilizzabile da qualunque singolo utente.
Chissà, magari un giorno oscureranno anche questo blog. Nel frattempo un altro piccolo passo verso la dittatura sta per essere compiuto…
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia